Io sono nato e vivo a Somma da
oltre quarant’anni. Sono un imprenditore e ho una ditta insieme a mio
fratello che opera nel settore edile che si occupa di scavi,
pavimentazioni...
Ho aderito al progetto di Siamo Somma in
quanto mi riconosco nei principi riassunti nel nostro codice etico e in
quelli espressi nella nostra proposta di base del programma.
Bene, sono qui questa sera perché ho deciso di contribuire anch’io al cambiamento.
Ma cosa intendiamo noi per cambiamento?
E’ il nostro modo di pensare che
innanzitutto dobbiamo cambiare, diventando delle persone attive, che
partecipano alla vita sociale e politica della nostra città.
Il nostro messaggio è che dobbiamo uscire dal nostro guscio,
dalle nostre case e riprenderci in mano la responsabilità delle cose
che ci accadono, se questa responsabilità non la trasmettiamo agli
altri, allora le non cose cambieranno.
Se invece partecipiamo noi in prima persona
alla vita sociale e politica, se ci mettiamo in discussione se ci
assumiamo la responsabilità delle sorti della città in cui viviamo, allora le cose cambieranno sicuramente.
Abbiamo capito noi tutti che lamentarci non serve a niente, anzi è
pericoloso, perché la lamentela accresce la negatività che già i media
attraverso telegiornali e talk show ci buttano addosso e la mattina
siamo sempre arrabbiati e non sappiamo il perché; infatti non si parla
mai in Italia delle nostre aziende o delle cose che vanno bene,
e piano piano chissachì vorrebbe convincere noi tutti che l’unico modo
per stare bene è quello di andare all’estero. E i nostri ragazzi
crescono già con questa idea che se vuoi fare qualcosa devi andare
all’estero magari a fare il cameriere.
Io faccio fatica a pensare che un paese come il nostro
che racchiude il 50% delle bellezze artistiche mondiale, che è la patria
delle più grandi invenzioni, con un territorio turistico enorme, dove
l’agricoltura e la gastronomia che sono l’eccellenza in tutto il mondo,
ecco, qualcuno mi deve spiegare perché un giovane oggi non riesce a
trovare un lavoro in Italia.
Certo qui in Italia la burocrazia ha raggiunto vertici assurdi, ma chi la crea non é solo il politico che deve mantenersi lo stipendio ma anche i cittadini che cercano sempre il modo per sviare le regole.
Certo qui in Italia la burocrazia ha raggiunto vertici assurdi, ma chi la crea non é solo il politico che deve mantenersi lo stipendio ma anche i cittadini che cercano sempre il modo per sviare le regole.
Ma noi che abbiamo deciso di non lamentarci più non
cadremo in questa trappola, perché crediamo che in Italia ci sia posto
per tutti e che Somma come l’Italia, possa essere cambiata se solo ci
mettiamo in gioco, scendiamo in prima linea a combattere i vecchi modi
di pensare e promuovere quelli nuovi del cambiamento.
Concludo questo mio breve intervento dicendo che dobbiamo comportarci sentendoci la causa e non l’effetto dei problemi
che abbiamo. Se ad esempio la città è sporca non è innanzitutto colpa
del Comune o del Sindaco che non la pulisce, ma di noi che la
sporchiamo.
Dobbiamo comportarci bene in quanto dobbiamo essere i controllori di noi stessi,
e non agire solo perché c’è qualcun altro che ci controlla, altrimenti
continuiamo a riempirci di leggi e leggine che non fanno altro che
soffocare le nostre iniziative.
In virtù del cambiamento che proponiamo, chiedo a tutti di incominciare a rimboccarsi le maniche, uscire dalla propria tana e donare un pezzetto di noi a questa nostra città che vogliamo diventi un posto pieno di vita, dove tutti vorrebbero viverci.
Dobbiamo creare collaborazione tra le autorità e i cittadini, ed un esempio ci è fornito da un gruppo di genitori delle scuole
Rodari che hanno pitturato le aule della scuola dimostrando un grande
senso civico e sono sicuro che alla fine dell’opera i genitori si sono
sentiti felici per aver contribuito a questa lodevole iniziativa.
Ora siamo davanti ad un bivio:
continuare a fare le stesse cose continuando a credere alle solite promesse elettorali o provare a cambiare.
continuare a fare le stesse cose continuando a credere alle solite promesse elettorali o provare a cambiare.
Lo dobbiamo fare per noi ma soprattutto per dare un futuro ai nostri figli.
Corrado Martinelli
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