venerdì 30 agosto 2019

Riflessioni sul dibattito di Malpensa




Ancora una riflessione sul dibattito sviluppatosi intorno a Malpensa

SiamoSomma ritiene doverose alcune precisazioni a seguito delle auspicate e desiderate reazioni sull’ultimo articolo apparso sulla stampa che proponeva, nelle ultime righe del comunicato, una riflessione sulla eventuale terza pista di Malpensa. Alcune voci veementi, genuine e dettate dal cuore sono state molto apprezzate accompagnate da altre contenenti semplici slogan del tipo “No terza pista senza se e senza ma” che vogliono dire tutto e niente e magari desiderano solamente sottrarsi dallo scomodo dibattito.
Premettiamo che questa terza pista era già stata scartata da Sea forse dietro richiesta del territorio ma certamente perché difficile da realizzare per safety e rischio terzi. Impensabile costruire una pista che va nella direzione del Terminal 1. Era pertanto uno stimolo per una discussione vasta e costruttiva su un argomento sempre all’ordine del giorno: Malpensa e l’equa ripartizione del disagio che è il credo assoluto di SiamoSomma.
SiamoSomma rispetta Malpensa che è la più grande ed importante azienda del territorio ma Malpensa deve rispettare il territorio che la circonda visto che è inquinante e pericolosa ( solo un esempio è l’incidente a Fiumicino dove un aereo in decollo  ha perso dei pezzi sul territorio ).
Guardiamo obiettivamente la storia di questi 15 anni. Malpensa ha ubbidito solamente al mercato. E’ diminuita a seguito della crisi economica perché meno gente poteva permettersi un biglietto aereo ed ora aumenta sempre di più perché più utenti sono in grado di pagarselo. In questi 3 mesi sta addirittura incorporato l’aeroporto di Linate, nonostante la contrarietà del territorio, ma lo ha fatto.  Ha quindi dimostrato di poter reggere un incremento di traffico incredibile che, se la crisi lo consentirà, ci ritroveremo tutto sulle nostre teste. Numerose tratte sono state acquisite negli ultimi anni ed altre sono già alle porte.
Che facciamo nei prossimi anni? Gli aerei danno fastidio!  Stiamo a guardare il Sindaco A che lavora in Commissione Aeroportuale per spostarne centinaia dal suo quartiere alla periferia? Poi aspettiamo il Sindaco B che riporta gli aerei da una parte all’altra? Questo è quello che stiamo vivendo oggi. Si pensi che nei mesi primaverili, quindi prima del trasferimento di Linate, nelle zone di Somma dove sono stati tolti aerei il rumore è calato dal 15 al 25% mentre in quelle dove sono stati trasferiti il rumore è rimasto uguale. Miracolo!! Questo lo dicono decine di tabelle fornite da Sea che nessuno è in grado di controllare e verificare. Oltretutto senza tracciati radar e con una rete di monitoraggio insufficiente nella zona dove sono stati trasferiti gli aerei e discutibile perché senza correlazioni tra registrazioni e passaggi di aerei e senza sapere quali e quante le giornate dove non ha funzionato. Su questi dati a settembre il nostro Sindaco approverà la sperimentazione! Vogliamo gestire così il problema? Chi è più forte vince? Va bene tutto ma non a casa mia? Questo è quello che vogliamo?
Proprio l’inizio del trasferimento dei voli da Linate ha però visto un fatto nuovo. Qualche giorno prima e senza preavviso la Direzione Centrale di Enac ha deciso, per ragioni di sicurezza, di utilizzare per 10 giorni una sola pista per i decolli. Le Amministrazioni locali, provinciali, regionali e nazionali unite hanno protestato e come per incanto i 10 giorni si sono ridotti a 5. Questa è la prova che tutto il territorio unito può influire nelle decisioni a tutela del territorio.
 E’ quindi un’utopia chiedere alla nostra Amministrazione di smetterla di spostare il disagio da una parte all’altra della Città ma di concentrarsi per un accordo complessivo di tutto il territorio al fine di certificare i confini dell’aeroporto nel rispetto delle leggi vigenti? Per la verità sono molti anni che singole persone e Comitati lottano per il rispetto delle norme vigenti e vanno ringraziati ma, senza il supporto di tutte le Istituzioni, la strada è molto difficile.
Se mai questo avverrà sarà così osceno cercare tutte le vie disponibili intorno all’aeroporto così da spalmare il più possibile il disagio che, a quel punto, non potrà andare oltre i limiti certificati sia in termini di passeggeri annui che di tonnellate di merci? Era questo il senso della provocazione della terza pista: non favorire un incremento di traffico ma ripartire il fastidio spalmandolo maggiormente. Vogliamo provarci o preferiamo osservare, anno dopo anno, l’incremento dei voli dalle nostre finestre nella speranza che qualche Sindaco ne tolga il più possibile da sopra le nostre case dirottandoli ovviamente su altre?

sabato 10 agosto 2019

MALPENSA - AGOSTO 2019



RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO ALCUNE CONSIDERAZIONI SU MALPENSA CHE ORA (TEMPORANEAMENTE) STA OSPITANDO ANCHE I VOLI CHE DI NORMA COMPETONO A LINATE. 
 
A due settimane dall’inizio del bridge possiamo già dire che questi 3 mesi saranno molto complicati per i territori adiacenti Malpensa. Unico dato positivo è che il 27 ottobre riaprirà Linate e quindi si tornerà alla normalità. Ma quale normalità? Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi anni? SiamoSomma torna ad evidenziare le preoccupazioni sulla sperimentazione in vigore da marzo, propedeutica ad una variante definitiva, che cambia le percentuali di aerei in decollo sulle radiali voluta, come dice il Direttore di Malpensa, dai sindaci del Nord e quindi anche da Somma Lombardo. Quali motivi ? Qui torna in aiuto il Direttore di Malpensa che dice: per limitare l’impatto acustico sulle aree a maggiore densità abitativa. Tradotto in italiano significa togliere aerei dal centro per dirottarli sulle periferie che già avevano la loro dose.
Non si deve stupire il Sindaco se arrivano “polemiche preventive” anche dal Comitato Vivere Coarezza. Maddalena e Coarezza, per ora, sono territori controllati dall’Amministrazione ma l’evidenza dei fatti non potrà a lungo reggere il fronte. Altrettanto ovvie le proteste del Comitato dei Cittadini di Varallo Pombia per l’aeroporto di Malpensa: tutti gli aerei che passano su Maddalena 3 secondi dopo sono su di loro e con questa sperimentazione sono sensibilmente aumentati! Cosa diranno i Sindaci di Varallo e Pombia ?
Chiediamo nuovamente con forza tutti i tracciati radar perchè esplicativi di cosa è avvenuto giorno dopo giorno sopra le nostre teste e dichiariamo nuovamente che le centraline di rilevamento del rumore, quando funzionano, non intercettano tutti gli aerei e rilevano il rumore solo nel preciso punto dove sono istallate. Se proprio si dovevano utilizzare occorreva posizionarne più di una nei territori maggiormente colpiti da questa sperimentazione.  In pratica non riteniamo esaustivi i dati pubblicati.
SiamoSomma propone di azzerare questa sperimentazione adottando quanto sotto esposto:
1)      La materia aeroportuale è troppo complessa per essere gestita da chi non la conosce. Il rischio è di farsi condizionare dal proprio disagio.  Somma deve dotarsi di un consulente tecnico condiviso da maggioranza ed opposizione a tutela di tutta la Città. Inoltre non possiamo acquisire tabelle e immagini fornite da Sea senza che un esperto le valuti e controlli con attenzione.
2)      Mantenimento imprescindibile dell’’uso alternato delle piste e delle attuali radiali di uscita.
3)      Malpensa ha dei difetti progettuali innegabili: le piste non a distanza adeguata, i raccordi troppo vicini alle piste, il Terminal 2 alla fine delle piste di decollo ed i milioni di litri di Kerosene avio stipati a bordo pista. Occorre uno studio serio ed indipendente finanziato dalle Amministrazioni che individui le criticità e, se presenti, i relativi vincoli di traffico per garantire la sicurezza in aeroporto e nei territori che lo circondano.
4)      Tutti i decolli da fondo pista con procedure antirumore NADP 1 e 2 che sono a standard Icao (Organizzazione Internazionale Aviazione Civile delle Nazioni Unite )
5)      Sea dichiara di aver adottato nel 2017 il modello matematico AEDT ( Aviation Environmental Desain Tool ) in sostituzione dell’Integrated Noise Model (INM). Un modello matematico che determina non solo gli indici fonometrici in LVA ma anche l’impatto delle emissioni gassose generate dal sistema aviation. Dove sono i risultati di inquinamento ambientale? Noi abbiamo dubbi e quindi chiediamo all’Amministrazione di verificarne l’effettiva funzionalità con il supporto di un esperto.
6)      Malpensa ha gli strumenti per individuare gli aerei che non rispettano le rotte o le procedure e quindi fanno più rumore. Occorre sanzionarli come avviene negli altri stati europei.
7)      Il progetto di terza pista dedicata ai decolli, ad Ovest ed arretrata rispetto alle due attuali che porterebbe gli aerei sulle zone boschive del Parco è un discorso difficile, delicato perché potrebbe configurare delle delocalizzazioni ed impopolare. E’ però un progetto presente sulle scrivanie istituzionali locali e romane da molti anni. C’è da scommettere che se servirà la faranno ed è quindi sbagliato non pensarci. Occorre serenamente studiarci sopra ed iniziare a fare delle valutazioni obiettive ed oggettive. Se non altro per capirne di più ed essere preparati ad ogni evenienza. Le Amministrazioni dovrebbero farsi promotrici.
 
 Giancarlo Norcini