RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO ALCUNE CONSIDERAZIONI SU MALPENSA CHE ORA (TEMPORANEAMENTE) STA OSPITANDO ANCHE I VOLI CHE DI NORMA COMPETONO A LINATE.
A due settimane dall’inizio del bridge possiamo già dire che
questi 3 mesi saranno molto complicati per i territori adiacenti Malpensa.
Unico dato positivo è che il 27 ottobre riaprirà Linate e quindi si tornerà
alla normalità. Ma quale normalità? Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi
anni? SiamoSomma torna ad evidenziare le preoccupazioni sulla sperimentazione
in vigore da marzo, propedeutica ad una variante definitiva, che cambia le
percentuali di aerei in decollo sulle radiali voluta, come dice il Direttore di
Malpensa, dai sindaci del Nord e quindi anche da Somma Lombardo. Quali motivi ?
Qui torna in aiuto il Direttore di Malpensa che dice: per limitare l’impatto
acustico sulle aree a maggiore densità abitativa. Tradotto in italiano
significa togliere aerei dal centro per dirottarli sulle periferie che già
avevano la loro dose.
Non si deve stupire il Sindaco se arrivano “polemiche
preventive” anche dal Comitato Vivere Coarezza. Maddalena e Coarezza, per ora,
sono territori controllati dall’Amministrazione ma l’evidenza dei fatti non
potrà a lungo reggere il fronte. Altrettanto ovvie le proteste del Comitato dei
Cittadini di Varallo Pombia per l’aeroporto di Malpensa: tutti gli aerei che
passano su Maddalena 3 secondi dopo sono su di loro e con questa sperimentazione
sono sensibilmente aumentati! Cosa diranno i Sindaci di Varallo e Pombia ?
Chiediamo nuovamente con forza tutti i tracciati radar
perchè esplicativi di cosa è avvenuto giorno dopo giorno sopra le nostre teste
e dichiariamo nuovamente che le centraline di rilevamento del rumore, quando
funzionano, non intercettano tutti gli aerei e rilevano il rumore solo nel
preciso punto dove sono istallate. Se proprio si dovevano utilizzare occorreva
posizionarne più di una nei territori maggiormente colpiti da questa
sperimentazione. In pratica non
riteniamo esaustivi i dati pubblicati.
SiamoSomma propone di azzerare questa sperimentazione
adottando quanto sotto esposto:
1)
La materia aeroportuale è troppo complessa per
essere gestita da chi non la conosce. Il rischio è di farsi condizionare dal
proprio disagio. Somma deve dotarsi di
un consulente tecnico condiviso da maggioranza ed opposizione a tutela di tutta
la Città. Inoltre non possiamo acquisire tabelle e immagini fornite da Sea
senza che un esperto le valuti e controlli con attenzione.
2)
Mantenimento imprescindibile dell’’uso alternato
delle piste e delle attuali radiali di uscita.
3)
Malpensa ha dei difetti progettuali innegabili:
le piste non a distanza adeguata, i raccordi troppo vicini alle piste, il
Terminal 2 alla fine delle piste di decollo ed i milioni di litri di Kerosene
avio stipati a bordo pista. Occorre uno studio serio ed indipendente finanziato
dalle Amministrazioni che individui le criticità e, se presenti, i relativi
vincoli di traffico per garantire la sicurezza in aeroporto e nei territori che
lo circondano.
4)
Tutti i decolli da fondo pista con procedure
antirumore NADP 1 e 2 che sono a standard Icao (Organizzazione Internazionale
Aviazione Civile delle Nazioni Unite )
5)
Sea dichiara di aver adottato nel 2017 il
modello matematico AEDT ( Aviation Environmental Desain Tool ) in sostituzione
dell’Integrated Noise Model (INM). Un modello matematico che determina non solo
gli indici fonometrici in LVA ma anche l’impatto delle emissioni gassose
generate dal sistema aviation. Dove sono i risultati di inquinamento
ambientale? Noi abbiamo dubbi e quindi chiediamo all’Amministrazione di
verificarne l’effettiva funzionalità con il supporto di un esperto.
6)
Malpensa ha gli strumenti per individuare gli
aerei che non rispettano le rotte o le procedure e quindi fanno più rumore. Occorre
sanzionarli come avviene negli altri stati europei.
7)
Il progetto di terza pista dedicata ai decolli,
ad Ovest ed arretrata rispetto alle due attuali che porterebbe gli aerei sulle
zone boschive del Parco è un discorso difficile, delicato perché potrebbe
configurare delle delocalizzazioni ed impopolare. E’ però un progetto presente
sulle scrivanie istituzionali locali e romane da molti anni. C’è da scommettere
che se servirà la faranno ed è quindi sbagliato non pensarci. Occorre
serenamente studiarci sopra ed iniziare a fare delle valutazioni obiettive ed
oggettive. Se non altro per capirne di più ed essere preparati ad ogni
evenienza. Le Amministrazioni dovrebbero farsi promotrici.
Giancarlo Norcini
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