sabato 10 agosto 2019

MALPENSA - AGOSTO 2019



RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO ALCUNE CONSIDERAZIONI SU MALPENSA CHE ORA (TEMPORANEAMENTE) STA OSPITANDO ANCHE I VOLI CHE DI NORMA COMPETONO A LINATE. 
 
A due settimane dall’inizio del bridge possiamo già dire che questi 3 mesi saranno molto complicati per i territori adiacenti Malpensa. Unico dato positivo è che il 27 ottobre riaprirà Linate e quindi si tornerà alla normalità. Ma quale normalità? Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi anni? SiamoSomma torna ad evidenziare le preoccupazioni sulla sperimentazione in vigore da marzo, propedeutica ad una variante definitiva, che cambia le percentuali di aerei in decollo sulle radiali voluta, come dice il Direttore di Malpensa, dai sindaci del Nord e quindi anche da Somma Lombardo. Quali motivi ? Qui torna in aiuto il Direttore di Malpensa che dice: per limitare l’impatto acustico sulle aree a maggiore densità abitativa. Tradotto in italiano significa togliere aerei dal centro per dirottarli sulle periferie che già avevano la loro dose.
Non si deve stupire il Sindaco se arrivano “polemiche preventive” anche dal Comitato Vivere Coarezza. Maddalena e Coarezza, per ora, sono territori controllati dall’Amministrazione ma l’evidenza dei fatti non potrà a lungo reggere il fronte. Altrettanto ovvie le proteste del Comitato dei Cittadini di Varallo Pombia per l’aeroporto di Malpensa: tutti gli aerei che passano su Maddalena 3 secondi dopo sono su di loro e con questa sperimentazione sono sensibilmente aumentati! Cosa diranno i Sindaci di Varallo e Pombia ?
Chiediamo nuovamente con forza tutti i tracciati radar perchè esplicativi di cosa è avvenuto giorno dopo giorno sopra le nostre teste e dichiariamo nuovamente che le centraline di rilevamento del rumore, quando funzionano, non intercettano tutti gli aerei e rilevano il rumore solo nel preciso punto dove sono istallate. Se proprio si dovevano utilizzare occorreva posizionarne più di una nei territori maggiormente colpiti da questa sperimentazione.  In pratica non riteniamo esaustivi i dati pubblicati.
SiamoSomma propone di azzerare questa sperimentazione adottando quanto sotto esposto:
1)      La materia aeroportuale è troppo complessa per essere gestita da chi non la conosce. Il rischio è di farsi condizionare dal proprio disagio.  Somma deve dotarsi di un consulente tecnico condiviso da maggioranza ed opposizione a tutela di tutta la Città. Inoltre non possiamo acquisire tabelle e immagini fornite da Sea senza che un esperto le valuti e controlli con attenzione.
2)      Mantenimento imprescindibile dell’’uso alternato delle piste e delle attuali radiali di uscita.
3)      Malpensa ha dei difetti progettuali innegabili: le piste non a distanza adeguata, i raccordi troppo vicini alle piste, il Terminal 2 alla fine delle piste di decollo ed i milioni di litri di Kerosene avio stipati a bordo pista. Occorre uno studio serio ed indipendente finanziato dalle Amministrazioni che individui le criticità e, se presenti, i relativi vincoli di traffico per garantire la sicurezza in aeroporto e nei territori che lo circondano.
4)      Tutti i decolli da fondo pista con procedure antirumore NADP 1 e 2 che sono a standard Icao (Organizzazione Internazionale Aviazione Civile delle Nazioni Unite )
5)      Sea dichiara di aver adottato nel 2017 il modello matematico AEDT ( Aviation Environmental Desain Tool ) in sostituzione dell’Integrated Noise Model (INM). Un modello matematico che determina non solo gli indici fonometrici in LVA ma anche l’impatto delle emissioni gassose generate dal sistema aviation. Dove sono i risultati di inquinamento ambientale? Noi abbiamo dubbi e quindi chiediamo all’Amministrazione di verificarne l’effettiva funzionalità con il supporto di un esperto.
6)      Malpensa ha gli strumenti per individuare gli aerei che non rispettano le rotte o le procedure e quindi fanno più rumore. Occorre sanzionarli come avviene negli altri stati europei.
7)      Il progetto di terza pista dedicata ai decolli, ad Ovest ed arretrata rispetto alle due attuali che porterebbe gli aerei sulle zone boschive del Parco è un discorso difficile, delicato perché potrebbe configurare delle delocalizzazioni ed impopolare. E’ però un progetto presente sulle scrivanie istituzionali locali e romane da molti anni. C’è da scommettere che se servirà la faranno ed è quindi sbagliato non pensarci. Occorre serenamente studiarci sopra ed iniziare a fare delle valutazioni obiettive ed oggettive. Se non altro per capirne di più ed essere preparati ad ogni evenienza. Le Amministrazioni dovrebbero farsi promotrici.
 
 Giancarlo Norcini

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