Ancora una riflessione sul dibattito sviluppatosi intorno a Malpensa
SiamoSomma ritiene doverose alcune precisazioni a seguito
delle auspicate e desiderate reazioni sull’ultimo articolo apparso sulla stampa
che proponeva, nelle ultime righe del comunicato, una riflessione sulla
eventuale terza pista di Malpensa. Alcune voci veementi, genuine e dettate dal
cuore sono state molto apprezzate accompagnate da altre contenenti semplici slogan
del tipo “No terza pista senza se e senza ma” che vogliono dire tutto e niente
e magari desiderano solamente sottrarsi dallo scomodo dibattito.
Premettiamo che questa terza pista era già stata scartata da
Sea forse dietro richiesta del territorio ma certamente perché difficile da
realizzare per safety e rischio terzi. Impensabile costruire una pista che va nella
direzione del Terminal 1. Era pertanto uno stimolo per una discussione vasta e
costruttiva su un argomento sempre all’ordine del giorno: Malpensa e l’equa
ripartizione del disagio che è il credo assoluto di SiamoSomma.
SiamoSomma rispetta Malpensa che è la più grande ed
importante azienda del territorio ma Malpensa deve rispettare il territorio che
la circonda visto che è inquinante e pericolosa ( solo un esempio è l’incidente
a Fiumicino dove un aereo in decollo ha
perso dei pezzi sul territorio ).
Guardiamo obiettivamente la storia di questi 15 anni.
Malpensa ha ubbidito solamente al mercato. E’ diminuita a seguito della crisi
economica perché meno gente poteva permettersi un biglietto aereo ed ora
aumenta sempre di più perché più utenti sono in grado di pagarselo. In questi 3
mesi sta addirittura incorporato l’aeroporto di Linate, nonostante la
contrarietà del territorio, ma lo ha fatto.
Ha quindi dimostrato di poter reggere un incremento di traffico
incredibile che, se la crisi lo consentirà, ci ritroveremo tutto sulle nostre
teste. Numerose tratte sono state acquisite negli ultimi anni ed altre sono già
alle porte.
Che facciamo nei prossimi anni? Gli aerei danno
fastidio! Stiamo a guardare il Sindaco A
che lavora in Commissione Aeroportuale per spostarne centinaia dal suo
quartiere alla periferia? Poi aspettiamo il Sindaco B che riporta gli aerei da
una parte all’altra? Questo è quello che stiamo vivendo oggi. Si pensi che nei
mesi primaverili, quindi prima del trasferimento di Linate, nelle zone di Somma
dove sono stati tolti aerei il rumore è calato dal 15 al 25% mentre in quelle
dove sono stati trasferiti il rumore è rimasto uguale. Miracolo!! Questo lo
dicono decine di tabelle fornite da Sea che nessuno è in grado di controllare e
verificare. Oltretutto senza tracciati radar e con una rete di monitoraggio
insufficiente nella zona dove sono stati trasferiti gli aerei e discutibile
perché senza correlazioni tra registrazioni e passaggi di aerei e senza sapere
quali e quante le giornate dove non ha funzionato. Su questi dati a settembre
il nostro Sindaco approverà la sperimentazione! Vogliamo gestire così il
problema? Chi è più forte vince? Va bene tutto ma non a casa mia? Questo è
quello che vogliamo?
Proprio l’inizio del trasferimento dei voli da Linate ha
però visto un fatto nuovo. Qualche giorno prima e senza preavviso la Direzione
Centrale di Enac ha deciso, per ragioni di sicurezza, di utilizzare per 10
giorni una sola pista per i decolli. Le Amministrazioni locali, provinciali,
regionali e nazionali unite hanno protestato e come per incanto i 10 giorni si
sono ridotti a 5. Questa è la prova che tutto il territorio unito può influire
nelle decisioni a tutela del territorio.
E’ quindi un’utopia
chiedere alla nostra Amministrazione di smetterla di spostare il disagio da una
parte all’altra della Città ma di concentrarsi per un accordo complessivo di
tutto il territorio al fine di certificare i confini dell’aeroporto nel
rispetto delle leggi vigenti? Per la verità sono molti anni che singole persone
e Comitati lottano per il rispetto delle norme vigenti e vanno ringraziati ma,
senza il supporto di tutte le Istituzioni, la strada è molto difficile.
Se mai questo avverrà sarà così osceno cercare tutte
le vie disponibili intorno all’aeroporto così da spalmare il più possibile il
disagio che, a quel punto, non potrà andare oltre i limiti certificati sia in
termini di passeggeri annui che di tonnellate di merci? Era questo il senso
della provocazione della terza pista: non favorire un incremento di traffico ma
ripartire il fastidio spalmandolo maggiormente. Vogliamo provarci o preferiamo
osservare, anno dopo anno, l’incremento dei voli dalle nostre finestre nella
speranza che qualche Sindaco ne tolga il più possibile da sopra le nostre case
dirottandoli ovviamente su altre?
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