Dalla Stampa quotidiana (Sole 24 Ore) riportiamo il seguente commento
IL
SUMMIT DI MALTA
Europa,
la (mezza) svolta sui migranti
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Non sarà il «superamento
di Dublino» annunciato, e naufragato, per anni. Ma di sicuro
la Ue ha messo a segno un primo passo in avanti rispetto alla gestione dei
flussi migratori, una delle sfide più ingombranti per la legislatura
2019-2024. Il mini summit dello scorso lunedì fra Italia, Francia,
Germania, Malta e Finlandia, quest’ultima nella veste di presidente di
turno del Consiglio Ue, è sfociato in una bozza di accordo per la
ridistribuzione dei migranti in arrivo sulle coste del
Mediterraneo.
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I punti salienti: ricollocamento dei migranti nei vari paesi
Ue entro quattro settimane dallo sbarco, con l’obbligo per lo stato
membro di amministrare l’intero processo di riconoscimento (oggi è tutto a carico dei
paesi di primo approdo); un meccanismo di rotazione dei porti;
adesione volontaria allo schema, con l’ipotesi di sanzioni per chi si
sottrae; inquadramento dei
confini marittimi di Italia e Malta come «confini dell’Unione europea»,
accentuando il principio di condivisione delle responsabilità comunitarie in
ingresso. Il testo finirà sul tavolo della riunione del 7-8 ottobre del
Consiglio della Unione europea, con il rischio di scontrarsi sull’ostilità
dei paesi membri più avversi a uno schema europea di distribuzione.
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Nell’attesa, c’è già chi ne ha evidenziato le debolezze.
L’intesa riguarda esclusivamente gli sbarchi che fanno seguito a operazioni
di soccorso navale di Ong e mezzi militari, quota che incide su appena l’8%
degli sbarchi finali; la volontarietà del meccanismo semina dubbi sul totale di
adesioni che potrebbero essere incassate in sede Ue; Spagna e Grecia potrebbero
criticare la scelta di Malta e Italia come «paesi di ingresso» nelle acque
Ue, temendo l’isolamento rispetto ai flussi che si scaricano sulle loro
rotte.
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Sul fronte italiano, il neoministro dell’Interno Luciana
Lamorgese ha precisato che resteranno in piedi gli accordi con la Libia
sottoscritti da Marco Minniti, nel mirino per le brutalità contestate
alle milizie locali e la «connivenza» della politica italiana.
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L'associazione "SiamoSomma", senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere le conoscenze e il dibattito culturale nonché la partecipazione dei cittadini alla vita politica, civile e sociale nella realtà locale attraverso iniziative concrete di dibattito e di informazione.
lunedì 30 settembre 2019
Accordo, Pre-accordo, Bozza di accordo ??
mercoledì 18 settembre 2019
Sogno di una notte di fine estate
Tra sogno e realtà
È stata inaugurata a Somma Lombardo, in località Canottieri la spiaggia libera attrezzata denominata appunto “Canottieri” frutto della concessione demaniale ottenuta dal Comune di Somma Lombardo che, nel progetto di assegnazione, aveva richiesto esplicitamente al gestore, la Spes, di trasformare quella che per anni era stata un’area spesso associata a fenomeni di vandalismo ed incuria in un’area modello nel panorama delle spiagge libere attrezzate della Provincia.La nuova area sarà munita di docce e bagni anche per disabili, spogliatoi, chioschetti per pranzi, spuntini e aperitivi, ed una speciale passerella consentirà ai portatori di handicap e persone con difficoltà motoria di muoversi liberamente, raggiungere l’acqua anche con la possibilità di utilizzare una delle carrozzine job, le sedie per il trasporto di disabili ed anziani.
Questo è il modello di spiaggia libera, attrezzata e gratuita che mancava alla nostra proposta turistica per assecondare anche quella fascia di residenti e turisti che preferiscono questo tipo di soluzione. La spiaggia è gratuita così come i servizi igienici e le docce.
Il recupero tiene conto della condizione storica del luogo, ed è stato modellato sulla riva naturale. Sono state montate delle nuove panchine, messi a dimora platani e pioppi, ed è stato curato il prato. Ora vi è anche una zona con sabbia per i giochi dei bimbi e due strisce di pietra che la rendono transitabile alle auto ma solo quelle che hanno il diritto di passaggio. Lo scorcio è gradevole, e soprattutto in autunno le foglie colorate e l’azzurro dell’acqua uniti ai boschi sullo sfondo ne fanno certamente un angolo di città suggestivo.
Poi ha trillato la sveglia ed il sogno è svanito. Ma nel nostro programma il progetto è rimasto.
Nando
martedì 17 settembre 2019
Calcio, mercato?
IL FATTURATO FA VINCERE LO SCUDETTO?
Lasciamo per un momento i temi socio-politici e parliamo un po' di Calcio.
Dal sito del Corriere della Sera un interessante analisi. Leggete.
Non sempre. Ma assicura l’iscrizione a un torneo diverso. Basta guardare la classifica dei giocatori più pagati della serie A per capire che il massimo campionato di calcio è ormai diviso in tre: in tre lottano per lo scudetto, in 5 / 6 per l’Europa e tutti gli altri per la salvezza. Non è un caso che tra i primi 10 fuoriclasse della serie A più pagati, e più costosi per il club di appartenenza, ci siano ben sei giocatori della Juventus, due del Napoli e due dell’Inter, proprio il terzetto che quasi certamente andrà a giocarsi il titolo del 2020.
Lo stipendio però non è l’unica logica con cui è stata compilata la classifica: secondo i calcoli di «Calcio e Finanza» il recordman Cristiano Ronaldo pesa sul bilancio della Juventus per 83 milioni di euro. Perché si tiene conto dei 54 milioni di stipendio lordo ma anche dei 28 milioni e passa di ammortamento annuo. Questo spiega perché il secondo giocatore della serie A a «pesare» di più sui bilanci sia Gonzalo Higuain: il centravanti argentino, infatti, oltre ad avere uno stipendio da 13 milioni l’anno, ha un ammortamento molto alto (da 18 milioni) malgrado il suo valore di bilancio sia sceso a 36 milioni. Questi probabilmente sono i motivi che quest’estate avevano suggerito alla Juventus di metterlo sul mercato.
Il valore netto di un calciatore è un fattore variabile che tiene conto della durata del contratto e degli anni di permanenza nella stessa società. Per questo un fuoriclasse come Paulo Dybala attualmente ha un valore netto di 16 milioni per il bilancio della Juventus, molto meno del suo reale valore di mercato. Discorso diverso per i nuovi arrivati: l’olandese De Ligt, il belga Lukaku e il messicano Lozano, come tutti i giocatori arrivati da campionati esteri, beneficeranno sullo stipendio lordo degli sgravi fiscali previsti dal Decreto crescita. Per questo il loro «peso specifico» sui bilancio è molto attenuato.
Ma il divario diventa abissale quando si mettono a confronto i bilanci e le potenzialità di spesa di tutte e 20 le squadre iscritte alla serie A. Prendendo per ogni compagine l’elemento più costoso a bilancio, si scopre che il Verona dovrà fronteggiare il meglio del calcio italiano avendo come maggior voce quello di Stepinski che incide per poco più di 2 milioni l’anno, oltre dieci volte meno di Lukaku nell’Inter del presidente Zhang. Domenica scorsa il Sassuolo ha incontrato la Roma: se avessero schierato i costi, i neroverdi emiliani avrebbero presentato come loro top player Ciccio Caputo che incide sul bilancio per 3 milioni e 900 l’anno.
Di contro la Roma schiererebbe Javier Pastore, l’argentino è il più «pesante» con i suoi 13 milioni poco utilizzati (viste le tante panchine collezionate tra l’anno scorso e quest’anno). Stesso discorso per Verona—Milan che si trasformerebbe in Stepinski-Biglia con un confronto da 2 milioni (il veronese) contro i 12 del centrocampista del Milan.
Più equilibrato il confronto tra i contendenti per lo scudetto. A guardare i costi della rosa di Juventus, Napoli e Inter, si capisce perché è ristretta a loro la lotta per il primato. Oltre a essere le uniche tre ad avere campioni che incidono sul bilancio per più di 20 milioni di euro, a impressionare è il peso complessivo. Se si fa una media dei giocatori più costosi delle 17 squadre non invitate al gran ballo per lo scudetto si vedrà che è di 6 milioni. Alla Juventus a pesare per più di 6 milioni sono 24 giocatori, più di squadre intere di serie A. Nell’Inter a incidere sul bilancio (oltre la soglia media dei 6 milioni) sono in 18. Invece a Napoli «gli over 6 milioni» sul bilancio sono in 9: la metà dell’Inter e poco più di un terzo della Juventus.
Quindi campionato deciso? Per fortuna no. E il passato insegna: nessuno l’anno scorso avrebbe scommesso che un fenomeno di provincia come l’Atalanta avrebbe centrato la qualificazione in Champions League spendendo spiccioli rispetto ai rivali. Anche la Lazio è un esempio di oculatezza: rimane sempre tra i big del campionato eppure il suo giocatore più pesante a bilancio è quel Ciro Immobile che costa «appena» 5 milioni e 800 euro l’anno. Non tutto è deciso secondo i fatturati, anche se in Italia è davvero rara la sorpresa clamorosa. Per trovare in Italia qualcosa di paragonabile al «favoloso Leicester» (15° nella classifica dei bilanci) che, guidato da Claudio Ranieri si aggiudicò la Premier League nel 2016, bisogna tornare al Verona di Bagnoli che nel 1985 vinse lo scudetto superando la Juventus di Platini e il Napoli di Maradona. Altri tempi.
mercoledì 4 settembre 2019
Senza se e senza ma
Le parole sono lo specchio dell'anima?
In questi ultimi tempi riecheggia sui socials una nota frase
che viene ripetuta e divulgata molto frequentemente.
Si tratta della frase “senza se e
senza ma”.
Per evitare di essere fraintesi abbiamo scomodato perfino
l’Accademia della Crusca che così definisce la frase “senza se e senza ma”:
senza indugi, ovvero senza condizioni, senza ammettere repliche.
Riteniamo quindi che
“senza condizioni e senza ammettere repliche” non dovrebbe appartenere al
linguaggio comune di coloro che, ad esempio per mandato elettorale, si trovino
a gestire beni pubblici salvo
naturalmente pochissimi rari casi di eccezionale gravità.
Non a caso la frase “senza se e senza ma” ebbe il suo apice
fra gli slogan dei pacifisti quando il movimento si oppose alla seconda guerra
degli Stati Uniti contro l'Iraq .
Per contro è risaputo che avere dei dubbi spiana la strada
alla ricerca della verità senza per forza accettare quella che ci viene
mostrata. Molti scienziati sono arrivati alle loro scoperte proprio mettendo in
dubbio le teorie che gli altri davano per certe (ricordate Galileo ?). Si
potrebbe concludere che “senza se e senza ma” verrebbe preclusa addirittura la
strada del progresso.
Restando però nella quotidianità e vista la nostra
attenzione alla vita di tutti i giorni preferiamo osservare semplicemente come
alcune espressioni possano rivelare comportamenti lontani dalla “pratica democratica”
tanto proclamata quanto poco applicata.
E’ sufficiente seguire il dibattito costruttivo che spesso SiamoSomma
prova ad instaurare per rendersi conto che “qualche se e qualche ma” in più nel
vocabolario dei nostri interlocutori non guasterebbe.
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