Avete mai visto una grande nave da crociera fare manovra? Avete notato quanto spazio e quanto tempo occorrono per invertire la rotta? Ecco. Dirigere una città è come portare un transatlantico. Per prima cosa bisogna evitare di metterci uno Schettino al comando e l’equipaggio deve essere preparato, organizzato, concentrato, serio, disponibile al lavoro.
Alla guida di una città nessuno può fare miracoli, anche se in campagna elettorale tutti li promettono, e ci vuole tempo per realizzare opere e disporre i cambiamenti. E soprattutto ci vogliono lavoro, poi ancora lavoro, e infine lavoro. Di rado le cose piovono dal cielo per grazia ricevuta. Noi di Siamo Somma lo sappiamo bene. Siamo quasi tutti facce nuove nella politica, ma non crediate per questo di trovarci ingenui o impreparati. Essere aperti al cambiamento e al dialogo, voler ascoltare tutti e credere nella democrazia partecipativa, significa adottare un atteggiamento di fiducia vigile e illuminata, non certo quello di un ingenuo idealismo scollegato dalla realtà. Conosciamo bene i nostri limiti, in tutti i sensi, anche elettorali, ma crediamo che da qualche parte si debba pur cominciare per apportare gli attesi miglioramenti alla nostra città.
Noi pensiamo di poter essere un buon punto di partenza.
Ci sono tanti motivi per votare Siamo Somma o, se preferite, Si Amo Somma, e il nostro candidato sindaco Corrado Martinelli o uno degli altri ragazzi e ragazze della lista.
Il primo motivo è nella assoluta qualità del nostro programma e nelle nostre idee che vi invitiamo a leggere sul blog o a conoscere attraverso i nostri candidati, ma ci sono tante altre peculiarità che ci caratterizzano e meritano attenzione. Una di queste è la decisione di correre da soli, e ci piace sottolinearlo. Abbiamo scelto di non aggregarci alle solite coalizioni a cui, molte volte, ci si aggrega pur di racimolare qualche voto ed aumentare così il numero di probabilità di successo elettorale . Siamo perfettamente consci che questa scelta potrebbe alla fine dei giochi penalizzarci in termini di risultati elettorali, ma ci consente di mantenere la nostra identità e di non svendere la nostra unicità in cambio di … diciamo “un piccolo premio di consolazione”. Le coalizioni sopra citate, fateci caso, di solito funzionano tutte nello stesso modo. C’è un partito chiave, dominante, forte su base nazionale, uno di quei partiti che, tanto per capirci, è destinato a prender tanti voti a prescindere dai candidati o da ogni altra considerazione, per il solo fatto di presentarsi con un simbolo conosciuto già da tutti. Molti elettori tendono innegabilmente a ribadire localmente il voto dato alle elezioni nazionali. Attorno a questo fulcro entrano in orbita tutta una serie di satelliti, più o meno importanti o conosciuti, che in questo modo sperano di riuscire a guadagnare un consigliere comunale. Non c’è tra queste forze di coalizione un rapporto paritario, non può esserci. C’è un dominante e dei dominati. E, al momento del voto, il cittadino che si trova tra le mani una scheda complicata, con un fiorire eterogeneo di simboli all'interno della stessa coalizione, con regole di voto di un bizantinismo tipicamente italiano, viene da subito colto dalla sensazione di non sapere in realtà per chi stia votando. Ancora prima di cominciare si sente il cattivo odore di accordi sottobanco, che nascono solo da un mero calcolo matematico di probabilità. Aggregazioni disomogenee di persone e di idee diverse tra loro che già in partenza tendono a perdere di vista idee e propositi, ammesso che ne abbiano mai avuti, per aumentare le probabilità di avere la solita sedia.
Noi di Siamo Somma non disprezziamo la sedia, è ovvio. Se la disprezzassimo non avremmo presentato una lista e avremmo continuato a occuparci di altro, ma non siamo disponibili a svenderci per conquistarla. O ce la prendiamo da soli a suon di voti o non ci interessa, se la prendano pure mestieranti della politica più abili di noi nell'imbastire operazioni di accordi e alleanze. Per noi la sedia rappresenta un mezzo, non un fine. Non ci interessa vincere a tutti i costi. Abbiamo delle idee, abbiamo voglia di fare e di fare bene e di collaborare con chi dimostrerà senso civico, disinteresse personale e amore per la città, ma senza nascondere la nostra identità e senza accordi sottobanco. Decidano i sommesi a chi affidarsi per i prossimi anni.
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