martedì 17 settembre 2019

Calcio, mercato?

IL FATTURATO FA VINCERE LO SCUDETTO?

Lasciamo per un momento i temi socio-politici e parliamo un po' di Calcio.

Dal sito del Corriere della Sera un interessante analisi. Leggete.


Non sempre. Ma assicura l’iscrizione a un torneo diverso. Basta guardare la classifica dei giocatori più pagati della serie A per capire che il massimo campionato di calcio è ormai diviso in tre: in tre lottano per lo scudetto, in 5 / 6 per l’Europa e tutti gli altri per la salvezza. Non è un caso che tra i primi 10 fuoriclasse della serie A più pagati, e più costosi per il club di appartenenza, ci siano ben sei giocatori della Juventus, due del Napoli e due dell’Inter, proprio il terzetto che quasi certamente andrà a giocarsi il titolo del 2020. 
Lo stipendio però non è l’unica logica con cui è stata compilata la classifica: secondo i calcoli di «Calcio e Finanza» il recordman Cristiano Ronaldo pesa sul bilancio della Juventus per 83 milioni di euro. Perché si tiene conto dei 54 milioni di stipendio lordo ma anche dei 28 milioni e passa di ammortamento annuo. Questo spiega perché il secondo giocatore della serie A a «pesare» di più sui bilanci sia Gonzalo Higuain: il centravanti argentino, infatti, oltre ad avere uno stipendio da 13 milioni l’anno, ha un ammortamento molto alto (da 18 milioni) malgrado il suo valore di bilancio sia sceso a 36 milioni. Questi probabilmente sono i motivi che quest’estate avevano suggerito alla Juventus di metterlo sul mercato.
Il valore netto di un calciatore è un fattore variabile che tiene conto della durata del contratto e degli anni di permanenza nella stessa società. Per questo un fuoriclasse come Paulo Dybala attualmente ha un valore netto di 16 milioni per il bilancio della Juventus, molto meno del suo reale valore di mercato. Discorso diverso per i nuovi arrivati: l’olandese De Ligt, il belga Lukaku e il messicano Lozano, come tutti i giocatori arrivati da campionati esteri, beneficeranno sullo stipendio lordo degli sgravi fiscali previsti dal Decreto crescita. Per questo il loro «peso specifico» sui bilancio è molto attenuato.  
Ma il divario diventa abissale quando si mettono a confronto i bilanci e le potenzialità di spesa di tutte e 20 le squadre iscritte alla serie A. Prendendo per ogni compagine l’elemento più costoso a bilancio, si scopre che il Verona dovrà fronteggiare il meglio del calcio italiano avendo come maggior voce quello di Stepinski che incide per poco più di 2 milioni l’anno, oltre dieci volte meno di Lukaku nell’Inter del presidente Zhang. Domenica scorsa il Sassuolo ha incontrato la Roma: se avessero schierato i costi, i neroverdi emiliani avrebbero presentato come loro top player Ciccio Caputo che incide sul bilancio per 3 milioni e 900 l’anno.
Di contro la Roma schiererebbe Javier Pastore, l’argentino è il più «pesante» con i suoi 13 milioni poco utilizzati (viste le tante panchine collezionate tra l’anno scorso e quest’anno). Stesso discorso per Verona—Milan che si trasformerebbe in Stepinski-Biglia con un confronto da 2 milioni (il veronese) contro i 12 del centrocampista del Milan. 

Più equilibrato il confronto tra i contendenti per lo scudetto. A guardare i costi della rosa di Juventus, Napoli e Inter, si capisce perché è ristretta a loro la lotta per il primato. Oltre a essere le uniche tre ad avere campioni che incidono sul bilancio per più di 20 milioni di euro, a impressionare è il peso complessivo. Se si fa una media dei giocatori più costosi delle 17 squadre non invitate al gran ballo per lo scudetto si vedrà che è di 6 milioni. Alla Juventus a pesare per più di 6 milioni sono 24 giocatori, più di squadre intere di serie A. Nell’Inter a incidere sul bilancio (oltre la soglia media dei 6 milioni) sono in 18. Invece a Napoli «gli over 6 milioni» sul bilancio sono in 9: la metà dell’Inter e poco più di un terzo della Juventus.  
Quindi campionato deciso? Per fortuna no. E il passato insegna: nessuno l’anno scorso avrebbe scommesso che un fenomeno di provincia come l’Atalanta avrebbe centrato la qualificazione in Champions League spendendo spiccioli rispetto ai rivali. Anche la Lazio è un esempio di oculatezza: rimane sempre tra i big del campionato eppure il suo giocatore più pesante a bilancio è quel Ciro Immobile che costa «appena» 5 milioni e 800 euro l’anno. Non tutto è deciso secondo i fatturati, anche se in Italia è davvero rara la sorpresa clamorosa. Per trovare in Italia qualcosa di paragonabile al «favoloso Leicester» (15° nella classifica dei bilanci) che, guidato da Claudio Ranieri si aggiudicò la Premier League nel 2016, bisogna tornare al Verona di Bagnoli che nel 1985 vinse lo scudetto superando la Juventus di Platini e il Napoli di Maradona. Altri tempi.

1 commento:

  1. Le follie di questo sport. Un giro di denaro spaventoso a dispetto di una situazione economica non certamente esaltante. Pero' poi tutti lo guardiamo......

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