Notizie (buone) per chi deve rimborsare un mutuo
Dal 1° gennaio 2020 l’Euribor, il tasso interbancario
che interessa tutti coloro che stanno rimborsando un mutuo a tasso
variabile, verrà calcolato in un modo nuovo. L’attuale (e per certi
versi preistorico) sistema basato sulle telefonate (attraverso cui una
ventina di banche di un panel europeo dichiarano a quali tassi si
scambiano il denaro fra loro e da cui poi si ricava, come dato medio,
l’Euribor) verrà rimpiazzato da un calcolo basato sugli scambi effettivi
(e non più dichiarati). Da un sistema “fiduciario” si passerà a un
criterio più scientifico per ottenere giornalmente il nuovo Euribor
(sulle varie scadenze da 1 settimana a 12 mesi).
Cosa
cambierà per i mutuatari? Formalmente nulla. Perché il loro contratto
continuerà ad essere agganciato all’Euribor (la maggior parte segue
quello a 3 mesi e un’altra fetta importante è agganciata all’indice
mensile). Anche nella sostanza non dovrebbe cambiare nulla se non che il
nuovo Euribor in certi momenti potrebbe essere più volatile, qualora
gli scambi effettivi tra le banche del panel dovessero rarefarsi.
Un’ipotesi tuttavia estremamente remota dato che si verifica quando
viene a mancare la fiducia tra le singole banche (come accaduto l’ultima
volta nel 2008, anno in cui l’Euribor balzò per alcune settimane oltre
il 5%). Oggi le banche hanno un problema di redditività ma non di
liquidità (di quella ce n’é fin troppa come dimostra la bassa domanda
alle ultime aste).
Anche il mercato non è preoccupato. I future sull’andamento dell’Euribor a 3 mesi (quotati sul mercato londinese Liffe) proiettano l’indice in ulteriore calo da qui fino a giugno del 2021 (quando dovrebbe scendere dall’attuale -0,43% a -0,55%) prevedendo che la Bce nel frattempo vada ulteriormente a tagliare il tasso sui depositi (a cui l’Euribor è indirettamente agganciato) da -0,5% a -0,6%. Dopodiché l’Euribor potrebbe leggermente risalire ed è “visto” in area -0,15% a settembre del 2025. Per i mutuatari variabili il fatto che l’Euribor dovrebbe restare negativo e quindi tecnicamente andrebbe sottratto anziché sommato allo spread per il calcolo del tasso finale del mutuo non può che essere una buona notizia. L’Euribor è negativo da marzo 2015, quindi da oltre 1.300 giorni. E tale dovrebbe restare per almeno altri 6 anni, ovvero altri 2.180 giorni. Anche nella nuova, e più scientifica, versione.
Anche il mercato non è preoccupato. I future sull’andamento dell’Euribor a 3 mesi (quotati sul mercato londinese Liffe) proiettano l’indice in ulteriore calo da qui fino a giugno del 2021 (quando dovrebbe scendere dall’attuale -0,43% a -0,55%) prevedendo che la Bce nel frattempo vada ulteriormente a tagliare il tasso sui depositi (a cui l’Euribor è indirettamente agganciato) da -0,5% a -0,6%. Dopodiché l’Euribor potrebbe leggermente risalire ed è “visto” in area -0,15% a settembre del 2025. Per i mutuatari variabili il fatto che l’Euribor dovrebbe restare negativo e quindi tecnicamente andrebbe sottratto anziché sommato allo spread per il calcolo del tasso finale del mutuo non può che essere una buona notizia. L’Euribor è negativo da marzo 2015, quindi da oltre 1.300 giorni. E tale dovrebbe restare per almeno altri 6 anni, ovvero altri 2.180 giorni. Anche nella nuova, e più scientifica, versione.
Bene per chi ha mutui in essere!
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