sabato 14 dicembre 2019

Alitalia


ALITALIA : CHE FARE?


In questi giorni si torna a parlare insistentemente di Alitalia. Quante pagine sono state scritte sulle tristi vicende della compagnia di bandiera? E quante volte si è ricominciato da capo?
Cosa potrebbe fare lo Stato? O meglio, cosa non dovrebbe fare? Non dovrebbe permettere a una società di accumulare perdite per miliardi di soldi pubblici dispersi in tanti anni fino ai nostri giorni….. ed oltre a danno di tutti i contribuenti. Questo succede quando la politica non sa indicare una strategia appropriata nel settore industriale e non tiene conto delle molte competenze che si trovano sia dentro che fuori dalle aziende in crisi. Periodicamente addirittura pensa alla nazionalizzazione con tutte le conseguenze che ne derivano. Al più forse una partecipazione potrebbe essere ipotizzabile.
Dobbiamo constatare che molte aziende partecipate dallo Stato vanno bene, anche se possiamo ipotizzare che i buoni risultati siano propiziati dal fatto che il socio pubblico se ne stia alla larga dalla gestione dell’azienda. Le aziende private o pubbliche che funzionano sono quelle che hanno fatto piani anche difficili da accettare ma che hanno adottato strategie vincenti a breve, medio e lungo termine.
Sorge il dubbio che la politica di questi ultimi anni abbia preferito invece minimizzare il grave problema del debito pubblico spendendo soldi senza freno quando le occasioni risolutive non sono mancate come ad esempio Air France-Klm ed Etihad. In tempi più recenti Delta (forse la prima compagnia al mondo), Lufthansa (che ha rilanciato la Swissair e la Sabena).
Ancora una volta si prospetta il “principio” che le aziende vadano salvate senza alcun intervento risolutivo ma solo per mantenere consenso mentre andrebbero salvate perché in grado, debitamente ristrutturate, di stare sul mercato. I Politici dovrebbero tenere conto delle regole elementari e basilari dell’economia altrimenti danno ai lavoratori illusioni quando dovrebbero ricevere assistenza e formazione per orientarli verso impieghi sicuri.
Concludo citando il ministro dello sviluppo economico che in commissione Industria del Senato ha affermato «Ovviamente in questo momento la soluzione di mercato non c’è».
E’ quell’ ”ovviamente” che preoccupa e non fa ben sperare. Ma mi rimproverano di essere a volte un po’ troppo pessimista. Vedremo.

Nando 

1 commento:

  1. Brutte e costose faccende italiane. Il mio pensiero l'ho postato su FB. Che dire altro......... Ovviamente!

    RispondiElimina