lunedì 4 marzo 2019

Lettera di Delvis Valbonesi al Giornalista e Scrittore Paolo Mieli


Delvis Valbonesi ha dedicato molto del Suo tempo allo studio di alcuni eventi storici localizzabili sul nostro territorio ed in particolare collocabili sulle sponde del nostro Ticino ed aree circostanti.
Con il Suo scritto intende chiarire con Paolo Mieli alcuni punti che potrebbero avere diverse interpretazioni e ricostruzioni storiche. Rispettosi del nostro mandato, diamo spazio a Delvis, così come ad ogni altro disciplinato interlocutore, per esporre le proprie tesi.
Buona lettura.
 
From: DELVIS VALBONESI <valbonesi2@gmail.com>
Date: lun 31 dic 2018 alle ore 09:49
Subject: CONSIDERAZIONI TOPOGRAFICHE BATTAGLIA DI TORNAVENTO
To: <p.mieli@rcs.it>

Egregio Dott, Paolo Mieli
Le scrivo a proposito del suo articolo “La Battaglia Dimenticata” (Tornavento) in data 11 dicembre 2018.
E’ mia opinione che quanto scritto su questa battaglia, con riferimento al luogo in cui fu combattuta, non sia esatto.  Nel libro “Il TICINO strutture storia e società nel territorio tra Oleggio e Lonate Pozzolo”,  Guido Amoretti nel brano “Strategia e Tattica” scrive: “è indubbio che il massimo vantaggio possibile si cercò di trarlo dall’alveo del Pan Perdù che, osservando una cartina prospettica d’epoca aveva un tracciato assai più lungo di quanto si possa scorgere oggi sul terreno e passava tra le case di Tornavento e la brughiera”.
I Cartografi Teresiani hanno confuso il fosso della Cerca con il Naviglio del PanPerduto, influenzando tutti coloro che hanno scritto di questa battaglia, compreso il Prof. G. Hanlon.  Il fosso della Cerca è stato scavato dai milanesi dopo la battaglia di Legnano, probabilmente dai Della Torre, il loro intento era quello di poter irrigare la brughiera e mettere in comunicazione il torrente Strona con il torrente Arno (Arnetta);  il fosso si trova ad un’altitudine di 50 m.s.l.m. in più rispetto al Ticino.
Altro fosso che viene chiamato Pan Perdù è il cavo fallato o fosso sbagliato, come lo ha chiamato l’Ing. G.Bruschetti, esso, la cui concessione Ducale risale al 1482, è stato scavato fino ad Arconate partendo da Nosate, il progetto prevedeva la sua estensione fino a Parabiago, nel vano tentativo di convogliare l’acqua dell’Arnetta.  In una mappa militare austriaca del 1823 è descritto come “antico alveo del fosso del Pan Perdù”. È  facile accertare che tale fosso sia molto distante dalla rapida che ha dato il nome alla diga e al territorio circostante, le rapide erano 20 e quasi tutte hanno valore toponomastico. In questo fosso si è trincerato il Crèquy mentre il Leganès era schierato tra Castano Primo e Nosate. Il Marchese verso sera richiamò le sue truppe in Abbiategrasso senza mai combattere.
Il Naviglio del PanPerduto tuttora in parte presente nel territorio di Maddalena(fraz. di Somma L.do) è completamente ignorato, risale all’epoca Longobarda ed è il primo naviglio costruito in Europa, o almeno così affermano il Domenicano Leandro Alberti e il Gesuato Paolo Morigia. Naturalmente non esistono documenti che attestino la costruzione ordinata da un “ Re dei Longobardi”, ma esistono documenti del XV secolo  che conferiscono concessioni aurifere nel luogo dell’Antico Naviglio sito in PanPerduto. Molto interessante è un documento spagnolo del 15 giugno 1636, sette giorni prima della battaglia dove si cita il “Navillo trassado antiguamente”, tali documenti confermano che il Naviglio del PanPerduto è più antico del Naviglio Grande. Nel giugno di quest’anno e nel giugno del 2017 ho tenuto due conferenze spiegando il motivo della costruzione di questo canale.  Inoltre nessuno storico ha preso in considerazione quanto scritto dal  Cancelliere del Luogo Pio della Misericordia, Notaio Antonio Pietro Calco: domenica 22 giugno 1636  “alle ore 21 giunge a Milano la notizia della rotta inflitta ai francesi presso il PanPerduto presso Somma con grande mortalità.”
                                                               
Questi sopra riportati sono frammenti di alcuni miei scritti ed appunti di alcune delle conferenze da ma tenute in merito all’antico canale del Pan Perduto ed al meraviglioso Ticino, le cui acque hanno reso possibile, nei secoli, la vita nei luoghi a me cari ed ai quali ora mi dedico non più da sportivo, ma da cultore.
Tali frammenti e considerazioni, bibliograficamente sostenuti da numerosi tomi e scritti d’epoca, valgono a dimostrare, nel mio personale “studio”, che il Canale del Pan Perduto è più antico del Naviglio Grande, che La Battaglia venne combattuta su più fronti, che i suoi sviluppi e soprattutto le sue conseguenze furono molto più complessi e drammatici di come riportato dalla più accreditata cronistoria.
Certo di un Suo interesse in qualità di storico e di un Suo gentile riscontro le porgo i miei più cordiali saluti, rendendomi fin da ora disponibile ad offrire maggiori riscontri in merito a quanto in questa breve missiva sostenuto.
Cordialità
Delvis Valbonesi

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