Cos’è il Mes, il fondo Salva
Stati e cosa ne pensa Cottarelli
L’economista italiano più ascoltato
da media e politici, Carlo Cottarelli, in un articolo sulla Stampa,
boccia decisamente il Mes (il fondo che l’Europa metterebbe a disposizione per
i Paesi in crisi). Il rischio dell’austerity, col salva-Stati, secondo
Cottarelli, è altissimo. «Il Mes può prestare al Belpaese soldi europei
(cioè risorse fornite o comunque garantite dagli altri paesi europei). Ma vuole
essere ragionevolmente certo che i soldi saranno restituiti. Chiede quindi che il
Belpaese ponga in atto certe azioni: tagliare la spesa pubblica, aumentare le
tasse, insomma mettere a posto i propri conti. Questo è il principio della
condizionalità: i prestiti del MES sono erogati a patto che il Belpaese sia
disposto a fare certe cose. La questione di cui si sta discutendo è se tra
queste cose ci sia la ristrutturazione del debito pubblico…».
I danni
all’Italia dalle nuove regole imposte dalla Ue
Cottarelli, dopo la premessa, va al
punto. «Ristrutturare il debito significa ripagare solo in parte i creditori,
insomma, quello che ha fatto la Grecia nel 2012. Perché il Mes dovrebbe
chiedere la ristrutturazione del debito come condizione per prestare soldi? Per
diversi motivi. Primo, il debito del Belpaese si ridurrebbe immediatamente,
rendendo quindi più facile ripagare il Mes. Secondo, riducendo il debito
iniziale si potrebbero avere delle politiche meno austere, cioè meno aumenti di
tasse e tagli di spesa. Il conto lo pagherebbero i creditori, secondo un
principio di equa distribuzione del costo dell’ aggiustamento tra debitore e
creditore».
C’è un però. E riguarda tutti noi. «Uno dei vantaggi principali di una ristrutturazione
del debito-quello di far pagare ai creditori il rafforzamento dei conti
pubblici piuttosto che ai cittadini del paese in questione-sarebbe molto
inferiore nel caso dell’Italia. Qui il 70 per cento del debito è detenuto dagli
italiani stessi. La ristrutturazione del debito sarebbe per oltre due terzi
una tassa che gli italiani dovrebbero pagare. Quindi non un’
alternativa all’austerità, ma una forma di austerità (la patrimoniale di cui
oggi tanti parlano). Quindi l’ Italia fa bene a opporsi a questi aspetti della
riforma del Mes».
«Il Mes è però un’istituzione
essenziale – spiega ancora Cottarelli – perché è necessario avere un
meccanismo europeo di sostegno ai paesi in crisi. In realtà l’ ondata di
critiche al Mes è venuta proprio da chi critica non tanto la riforma in
questione ma l’esistenza stessa di una istituzione, il Mes, che
interverrebbe sì in sostegno dei paesi, ma in cambio di condizioni. Si vorrebbe
un intervento senza condizioni, un regalo dall’ Europa a chi non ha tenuto i
conti in ordine. Questo, francamente, mi sembra irrealistico…».
Se mai ne avessimo bisogno saremmo sempre noi a ripianare il nostro debito o quasi. In più avremmo da restituire il prestito all'Europa. Tanto vale che, se possibile, c'è la risolviamo in casa. Magari con un po' di testa in più
RispondiEliminaOccorre incoraggiare ogni azione volta a non determinare la necessità di ricorrere ad aiuti di qualsiasi genere.
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