sabato 23 novembre 2019

Dalla Stampa Nazionale comprendiamo meglio cosa sia il "MES" cioè il meccanismo Europeo salvastati


Cos’è il Mes, il fondo Salva Stati e cosa ne pensa Cottarelli

L’economista italiano più ascoltato da media e politici, Carlo Cottarelli, in un articolo sulla Stampa, boccia decisamente il Mes (il fondo che l’Europa metterebbe a disposizione per i Paesi in crisi). Il rischio dell’austerity, col salva-Stati, secondo Cottarelli, è altissimo. «Il Mes può prestare al Belpaese soldi europei (cioè risorse fornite o comunque garantite dagli altri paesi europei). Ma vuole essere ragionevolmente certo che i soldi saranno restituiti. Chiede quindi che il Belpaese ponga in atto certe azioni: tagliare la spesa pubblica, aumentare le tasse, insomma mettere a posto i propri conti. Questo è il principio della condizionalità: i prestiti del MES sono erogati a patto che il Belpaese sia disposto a fare certe cose. La questione di cui si sta discutendo è se tra queste cose ci sia la ristrutturazione del debito pubblico…».
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Cottarelli, dopo la premessa, va al punto. «Ristrutturare il debito significa ripagare solo in parte i creditori, insomma, quello che ha fatto la Grecia nel 2012. Perché il Mes dovrebbe chiedere la ristrutturazione del debito come condizione per prestare soldi? Per diversi motivi. Primo, il debito del Belpaese si ridurrebbe immediatamente, rendendo quindi più facile ripagare il Mes. Secondo, riducendo il debito iniziale si potrebbero avere delle politiche meno austere, cioè meno aumenti di tasse e tagli di spesa. Il conto lo pagherebbero i creditori, secondo un principio di equa distribuzione del costo dell’ aggiustamento tra debitore e creditore».
C’è un però. E riguarda tutti noi. «Uno dei vantaggi principali di una ristrutturazione del debito-quello di far pagare ai creditori il rafforzamento dei conti pubblici piuttosto che ai cittadini del paese in questione-sarebbe molto inferiore nel caso dell’Italia. Qui il 70 per cento del debito è detenuto dagli italiani stessi. La ristrutturazione del debito sarebbe per oltre due terzi una tassa che gli italiani dovrebbero pagare. Quindi non un’ alternativa all’austerità, ma una forma di austerità (la patrimoniale di cui oggi tanti parlano). Quindi l’ Italia fa bene a opporsi a questi aspetti della riforma del Mes».
«Il Mes è però un’istituzione essenziale – spiega ancora Cottarelli – perché è necessario avere un meccanismo europeo di sostegno ai paesi in crisi. In realtà l’ ondata di critiche al Mes è venuta proprio da chi critica non tanto la riforma in questione ma l’esistenza stessa di una istituzione, il Mes, che interverrebbe sì in sostegno dei paesi, ma in cambio di condizioni. Si vorrebbe un intervento senza condizioni, un regalo dall’ Europa a chi non ha tenuto i conti in ordine. Questo, francamente, mi sembra irrealistico…».

2 commenti:

  1. Se mai ne avessimo bisogno saremmo sempre noi a ripianare il nostro debito o quasi. In più avremmo da restituire il prestito all'Europa. Tanto vale che, se possibile, c'è la risolviamo in casa. Magari con un po' di testa in più

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  2. Occorre incoraggiare ogni azione volta a non determinare la necessità di ricorrere ad aiuti di qualsiasi genere.

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